erotic boutique o se preferisci sexy shop

lubrificanti, olii per massaggi erotici,
condom e tant'altro li potrete trovare
ho perso la psw
e pertanto posso gestire il blog da portolaveletta
ma non posso leggere eventuali privati
inviati qui ...
Sto così trasferendo tutto il blog
a questo indirizzo
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Mi ero svegliata molto presto quella mattina e avevo deciso che un giro in centro, tra negozi e bancarelle mi avrebbe fatto bene all’umore. Non avevo voglia di curare l’ abbigliamento, decisi così di indossare un paio di jeans sbiaditi e un maglione color viola, indossai una scarpa che nonostante avesse il tacco alto mi permettesse di camminare comoda tra le vie di Bologna per diverse ore e dopo essermi truccata lasciai la porta di casa mia alle spalle. Mezz’ora dopo ero in un bar vicino alla fontana del Nettuno, sola facevo colazione leggendo il “Resto del Carlino” La giornata non era soleggiata, il cielo minacciava pioggia da un momento all’altro, ma la cosa non mi preoccupava affatto, era nota per i suoi portici e i negozi non mi sarebbero di certo mancati. Non mi ritenvo bella, ne il mio fisico era longilineo, però per come mi ponevo tra la gente, per come sorridevo, spesso mi ritrovavo a notare che le persone mi guardavano, gli uomini poi gradivano senza ombra di dubbio le ampie scollature che solitamente portavo con grande disinvoltura. Canticchiando Giusy Ferreri passavo da una vetrina all’altra e quel malessere che mi aveva disturbata nel sonno lentamente andava scomparendo. Comprai calze, bigiotteria per le mie figlie, un dopobarba per il mio uomo e una borsa per me, chiamando nel frattempo qualche amica o cliente per definire alcuni accordi lasciati in sospeso il pomeriggio prima. Una cosa però era certa, non avevo ne voglia, ne fretta di tornare a casa subito. Ad un tratto, guardando il cellulare, mi resi conto che era sabato 6 febbraio, quella data mi diceva qualcosa e non solo perché era il compleanno di una mia cara amica, cercavo di scovare tra i pensieri, nella memoria, quando ad un tratto mi ricordai che nel hotel vicino alla stazione si sarebbe tenuto un corso. Sorrisi tra me e me, dicendomi che forse nemmeno mi avrebbero fatta entrare, ma che averci provato non mi sarebbe costato nulla. Affrettai il passo e nel giro di dieci minuti mi ritrovai all’entrata di quell’albergo. Potevo cercare mille scuse, ma raccontare cavolate non mi apparteneva, andai così verso l’uomo seduto in portineria e dissi “se non erro oggi, qui c’è un corso medico?” “so che dovrebbe esserci un mio amico e vorrei fargli una sorpresa, posso entrare?” L’uomo prese a darmi diverse motivazioni, cercando di farmi capire che non avevo avuto una grande idea nel presentarmi lì senza invito, sorrisi alzando le spalle e dopo aver ringraziato per la cortesia, girai le spalle e andai verso l’uscita. Ad un tratto, la voce dell’uomo mi bloccò Poco prima di vedermi sparire nel nulla “deduco che lei ci tenga molto ad incontrare il suo amico, se mi promette di accontentarsi degli ultimi posti, farò in modo di farla accomodare” “posso anche stare in piedi!” risposi scherzosamente e lo seguì … il salone era pieno di gente, nessuno però sembrò accorgersi del mio ingresso, senza fare alcun rumore sedetti nell’ultima fila, iniziando a guardarmi attorno. Mezz’ora impiegai a vedere il mio amico tra tanta gente, non avevo nemmeno un’ombra di dubbio che fosse lui, perché indossava un doppio petto che già avevo visto in qualche foto che mi aveva inviato per email. Il mio sguardo era così indicreto che prese ogni tanto a guardarmi pure lui. Non poteva riconoscermi, pensai guardandolo nuovamente, domandandomi cosa avrei dovuto fare appena terminava quell’incontro professionale per docenti ospedalieri. Vidi finalmente qualcuno alzarsi e indossare giacche e montoni, anche lui si alzò e senza esitare un solo attimo si indirizzò verso di me. Cercai per spezzare quell’attimo qualcosa nella borsa, pensando che quando avessi rialzato lo sguardo lui fosse già uscito dalla stanza, invece me lo ritrovai a fianco. “ci conosciamo?” – con la testa feci cenno ad un No. “posso invitarla per un caffè?” girai a lui le spalle e senza dargli alcuna risposta mi allontanai. Poco dopo era nuovamente al mio fianco, parlava veloce, al mio fianco, accellerando il passo ogni volta che io cercavo di affrettarmi. Le sue parole, non ricevevano alcuna mia risposta, ma la cosa mi stava divertendo, ero certa che mi aveva riconosciuta, che sapeva chi fossi. Infatti approfittando di un semaforo, si mise davanti a me e guardandomi dritto negli occhi mi disse “credi proprio che sono cretino? So che sei la Lu, cosa credi …” attraversammo la strada, mentre lui ancora parlava ed io sorridevo per la situazione che si era creata fra di noi. Ad un tratto lo presi sotto braccio e lo portai dentro ad un piccolo barettino vicino alla piazzola. “Due caffè per favore, o questo signore penserà che non voglio conoscerlo per paura di dovergli pagare quanto promesso tempo fa!” Lo abbracciai, baciandolo come si bacia un vecchio caro amico, seduti ad un tavolino, chiacchierammo una mezz’ora circa del più e del meno, il tempo però stringeva, poco più di un ora ed il treno che lo riportava nella sua città sarebbe partito, con calma ci incamminammo verso la stazione, increduli di quel che era appena accaduto, sorvolando su certi discorsi fatti virtualmente o telefonicamente tempo addietro. Sai Lu, non sei come ti credevo, mi aspettavo tu fossi diversa, ti ho pensata in mille modi, ma mai tu fossi ciò che ora i miei occhi vedono. Deluso? Gli chiesi ridendo. Non avendo ricevuto risposta, mi fece pensare che la risposta fosse affermativa. Pazienza pensai, non ebbi però il tempo di rimanerci male, quando ad un tratto mi strattonò dentro un portone a pochi metri dalla stazione. Mi spinse contro al muro e come quando si era adolescenti mi baciò intensamente, togliendomi quasi il respiro, spiazzandomi, le sue mani, passarono velocemente sotto al maglione, oltrepassarono il reggiseno, la sua bocca era sui miei seni, le sue labbra succhiavano impazzirte i miei capezzoli eccitati e infreddoliti. Le mie mani cercarono la patta dei pantaloni velocemente la mia mano si ritrovò con il suo arnese durissimo tra le dita, il suo corpo strusciava contro il mio e la voglia era per entrambi al culmine, incoscienti non ci curavamo del fatto che qualcuno avesse potuto rientrare e scoprirci, o forse il pensiero che potesse accadere ci eccitava ancor di più. Il tempo volava, non c’era tempo per troppe effusioni, le sue mani slacciarono velocissime la mia cintura, ed io mi ritrovai con i pantaloni lievemente calati, girata di schiena contro lo scorrimano della scala, mentre lui avvicinava alla mia calda nicchia la sua cappella gonfia e scalpitante, senza alcuna esitazione, fatica entrò tutta dentro di me, con colpi decisi deliziò le pareti del mio sesso, lo spingeva come se volesse sfondarmi, entrare completamente in me, con una mano chiudeva la mia bocca per attenuare il mio godere, ansimare e mentre lo faceva bisbigliava parole di ogni tipo, smise solo mentre con gli ultimi intensi colpi liberava dentro di m eil suo nettare, la sua voglia, lo fece dicendomi che anche se non ero come pensava le ero piaciuta da subito, se non fossi stata la Lu, ti avrei fottuta ugualmente. Venni mentre mi diceva quelle parole, venne nel dirle. L’orologio non si era fermato, il treno a minuti sarebbe arrivato, veloci ci risistemammo gli abiti, di corsa raggiungemmo la stazione … Il treno fermo al binario, sembrava aver aspettato il nostro orgasmo, lo vidi salire veloce, girai le spalle e me ne tornai a casa.
... è tarsi non ho voglia di correggerlo, lo farò domani ... |
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Mi è stata fatta una domanda in privato e sono andata a ricercare nei miei appunti qualcosa ... è un articolo preso in rete qualche tempo fa - mi dico rileggenolo, che l'argomento è interessante quindi merita di essere "ripubblicato". E c c o v e l o: |
| Un gusto speciale cosi come da alcuni sottolineato, un mix di piacere estremo, punitivo o accattivante. Definire una delle pratiche in voga del momento non è semplice, ma cercheremo di introdurre, colpire e affondare, mettendo in luce alcuni step che permettono una sicura e fiduciosa tecnica di avvicinamento per chi non l'ha mai praticato e magari qualche piccolo suggerimento ai veterani dell'arte.
Il fisting deriva dall'inglese fist “pugno” teoricamente è il letterale colpire con il pugno, praticamente un attività sessuale umana estrema che consiste nell'introduzione dell'intera mano all'interno della vagina o del retto. Viene utilizzato come prosecuzione all 'handballing(appallottolamento della mano), ma rendendola elementare è più propriamente l'inserzione della mano nella vagina o nell'ano. Vediamo la differenza tra i due termini l'handballing introduce lentamente la mano , un dito per volta e poi chiude la mano a pugno, una volta entrata del tutto.
Il Fisting non è solo anale, ma è anche vaginale e non si pratica solo alle donne ma è anche una attività in voga fra gli uomini nonché fra gli omosessuali. Molti credono sia una pratica BDSM ma non è proprio cosi, anche se molti praticanti sono bdsmers non è detto lo siano necessariamente. Trattando il Fisting anale l'immagine di un pugno immerso nel culo è senza dubbio un'immagine molto forte, che potrebbe far pensare ad un atto di dominazione assoluta e all'inflizione di dolore. Nonostante la sua immagine potente, il fisting è una pratica sessuale molto gentile e premurosa mai impositiva o punitiva. È una pratica che richiede tempo e pazienza e molta fiducia anche perchè la non fiducia porta a non rilassamento e la mancanza di questo non permette un fisting sicuro. Il dolore in questa pratica deve essere ascoltato perché è il primo campanello d'allarme a un eventuale danno imminente. Resistere al dolore non è un atto di eccessivo masochismo/autolesionismo ma potrebbe essere un antecedente ad un muscolo anale strappato. La struttura anatomica dell'ano e del retto ovviamente progettata per accogliere e movimentare grandi masse di materiale organico, diciamo cosi è quasi allenata ad accogliere un oggetto grande come una mano. I passaggi del Fisting Anale La posizione ideale è quella in cui il sub è in posizione supina con le ginocchia divaricate e le gambe tenute leggermente in alto, come la classica posizione ginecologica. Alcune persone preferiscono la classica pecorina ma se siete neofiti sarebbe meglio evitarla. Anche in questo caso comunque fate in modo che il sub sia comodo, magari ponendogli dei cuscini sotto il ventre per non costringerlo a sforzare i muscoli e favorire il rilassamento. Dilatazione Penetrazione Pratiche Rimozione
Fisting vaginale
Talune donne -affermano- sostenitrici della Yours Maternally- l'estrazione può sembrare similare a quella di un parto! Commento shoc ma che ha un suo senso, quale? Grazie all'esperienza positiva di alcune donne convinte che il piacere sia la soluzione migliore per non avere paura del parto e per trasformarlo in un evento unico, è nata Yours Maternally, un'associazione indipendente di ostetriche inglesi impegnate fortemente nella causa. Anche il Birth Center londinese caldeggia l'esperienza, come alcuni esperti americani. A breve anche in Italia il parto erotico ma per questo evento vi lasciamo ancora un po' in sospeso |
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Vi giro una email che pochi attimi addietro ho ricevuto, a voi la scelta di aiutarci a divulgarla: Controllate le etichette degli assorbenti interni che volete acquistare, la prossima volta, e controllate se riuscite ad individuare alcuni dei segni familiari descritti in questa e-mail. Non meraviglia che tante donne al mondo soffrano di cancro alla cervice e di tumori all'utero. Sapete che i produttori di assorbenti interni usano diossina e rayon nei loro prodotti? Sono sostanze cancerogene e tossiche! Perche' allora gli assorbenti interni non sono contro la legge? Perche' gli assorbenti interni non sono un prodotto alimentare e, dunque,non sono considerati pericolosi o illegali. ECCO LO SCANDALO: Gli assorbenti interni contengono due cose che sono potenzialmente pericolose: Rayon (per assorbire) e diossina (un prodotto chimico usato per biancare i prodotti). A volte contengono anche piccole percentuali di amianto, per indurre nell' organismo femminile una emorragia piu' intensa (piu' sanguinamento piu' assorbenti consumati). L'industria degli assorbenti interni e' convinta che noi, essendo donne, abbiamo bisogno di prodotti candeggiati, sbiancati per pensare che il prodotto sia puro e pulito. Il problema e' che la diossina, che viene prodotta in tale processo sbiancante, puo' apportare gravi danni all'organismo! La diossina e' stata associata al cancro da studi clinici, ed è tossica per il sistema immunitario e riproduttivo. E' anche stata associata con endometriosi e basso numero di spermatozoi per gli uomini. Lo scorso settembre, l'Agenzia di Protezione Ambientale EPA ha reso noto che non esiste un livello 'accettabile' di esposizione alla diossina, visto che é cumulativa e lenta a disintegrarsi. Il pericolo reale viene dal contatto ripetuto. Io direi che usare circa 3-4 assorbenti interni al giorno, per cinque giorni al mese, per [***] diossina perchè e' una sostanza altamente assorbente. Perciò, quando fibre degli assorbenti interni restano nel collo dell'utero (come di solito accade), cio crea un 'serbatoio' di diossina nel corpo. Tra l'altro, resta all'interno molto piu a lungo di quanto rimarrebbe con assorbenti interni fatti solo di cotone, perche' il rayon e' piu' leggero e tende ad attaccarsi. Questo e' anche il motivo per il quale la TSS (Sindrome da Shock Tossico) può colpire donne che usano assorbenti interni (come potete leggere dal foglio informativo di TUTTI gli assorbenti interni in commercio). QUALI SONO LE ALTERNATIVE? Usare assorbenti esterni, o prodotti non sbiancati e fatti completamente di cotone. Anche altri prodotti d'igiene femminile (assorbenti esterni/fazzoletti) contengono diossina, ma non sono tanto pericolosi quanto gli assorbenti interni. Sfortunatamente, prodotti non sbiancati e in cotone si trovano quasi solo in negozi di 'prodotti biologici' (quindi sono piu' cari). Nel 1989, degli attivisti inglesi organizzarono una campagna contro lo sbiancamento attuato con cloro. Sei settimane e 50000 lettere dopo, produttori di diversi prodotti sanitari passarono all'ossigeno (uno dei metodi Verdi disponibili). (MS magazine, May/June 1995) COSA FARE ORA: Ditelo alla gente. A tutti. Informateli. Questa industria ci sta danneggiando, facciamo qualcosa per impedirlo! Se avete tempo, scrivete una lettera alle societa' Tampax - Playtex - O B-Kotex. Sulle scatole c'e' sempre un recapito. Fate loro sapere che esigiamo un prodotto sicuro:assorbenti interni COMPLETAMENTE DI COTONE NON SBIANCATO. Grazie. Dr.ssa Carla Zoboli Direzione Prestazioni e Marketing Azienda Ospedaliera - Policlinico di Modena
M. Cristina Paolotti Capo Settore Dottorato di Ricerca - tel. 06/4991(2) 4867 fax 06/4991 (2)4651 |