Maliziosamente scritto da pekkaminosa alle ore 10:27
mercoledì, 28 ottobre 2009


Maliziosamente scritto da portolaveletta alle ore 10:51
sabato, 01 agosto 2009

ho perso la psw

e pertanto posso gestire il blog da portolaveletta

ma non posso leggere eventuali privati

inviati qui ...

Sto così trasferendo tutto il blog

a questo indirizzo

http://fogliettimaliziosi.splinder.com


Maliziosamente scritto da portolaveletta alle ore 23:29
mercoledì, 22 luglio 2009

jamesmogul2

Mi ero svegliata molto presto quella mattina e avevo deciso che un giro in centro, tra negozi e bancarelle mi avrebbe fatto bene all’umore. Non avevo voglia di curare l’ abbigliamento, decisi così di indossare un paio di jeans sbiaditi e un maglione color viola, indossai una scarpa che nonostante avesse il tacco alto mi permettesse di camminare comoda tra le vie di Bologna per diverse ore e dopo essermi truccata lasciai la porta di casa mia alle spalle.

Mezz’ora dopo ero in un bar vicino alla fontana del Nettuno, sola facevo colazione leggendo il “Resto del Carlino

La giornata non era soleggiata, il cielo minacciava pioggia da un momento all’altro, ma la cosa non mi preoccupava affatto, era nota per i suoi portici e i negozi non mi sarebbero di certo mancati.

Non mi ritenvo bella, ne il mio fisico era longilineo, però per come mi ponevo tra la gente, per come sorridevo, spesso mi ritrovavo a notare che le persone mi guardavano, gli uomini poi gradivano senza ombra di dubbio le ampie scollature che solitamente portavo con grande disinvoltura. Canticchiando Giusy Ferreri passavo da una vetrina all’altra e quel malessere che mi aveva disturbata nel sonno lentamente andava scomparendo. Comprai calze, bigiotteria per le mie figlie, un dopobarba per il mio uomo e una borsa per me, chiamando nel frattempo qualche amica o cliente per definire alcuni accordi lasciati in sospeso il pomeriggio prima. Una cosa però era certa, non avevo ne voglia, ne fretta di tornare a casa subito.

Ad un tratto, guardando il cellulare, mi resi conto che era sabato 6 febbraio, quella data mi diceva qualcosa e non solo perché era il compleanno di una mia cara amica, cercavo di scovare tra i pensieri, nella memoria, quando ad un tratto mi ricordai che nel hotel vicino alla stazione si sarebbe tenuto un corso. Sorrisi tra me e me, dicendomi che forse nemmeno mi avrebbero fatta entrare, ma che averci provato non mi sarebbe costato nulla. Affrettai il passo e nel giro di dieci minuti mi ritrovai all’entrata di quell’albergo. Potevo cercare mille scuse, ma raccontare cavolate non mi apparteneva, andai così verso l’uomo seduto in portineria e dissi “se non erro oggi, qui c’è un corso medico?” “so che dovrebbe esserci un mio amico e vorrei fargli una sorpresa, posso entrare?”

L’uomo prese a darmi diverse motivazioni, cercando di farmi capire che non avevo avuto una grande idea nel presentarmi lì senza invito, sorrisi alzando le spalle e dopo aver ringraziato per la cortesia, girai le spalle e andai verso l’uscita. Ad un tratto, la voce dell’uomo mi bloccò

Poco prima di vedermi sparire nel nulla

 

deduco che lei ci tenga molto ad incontrare il suo amico, se mi promette di accontentarsi degli ultimi posti, farò in modo di farla accomodare”

“posso anche stare in piedi!” risposi scherzosamente e lo seguì

il salone era pieno di gente, nessuno però sembrò accorgersi del mio ingresso, senza fare alcun rumore sedetti nell’ultima fila, iniziando a guardarmi attorno. Mezz’ora impiegai a vedere il mio amico tra tanta gente, non avevo nemmeno un’ombra di dubbio che fosse lui, perché indossava un doppio petto che già avevo visto in qualche foto che mi aveva inviato per email. Il mio sguardo era così indicreto che prese ogni tanto a guardarmi pure lui. Non poteva riconoscermi, pensai guardandolo nuovamente, domandandomi cosa avrei dovuto fare appena terminava quell’incontro professionale per docenti ospedalieri. Vidi finalmente qualcuno alzarsi e indossare giacche e montoni, anche lui si alzò e senza esitare un solo attimo si indirizzò verso di me. Cercai per spezzare quell’attimo qualcosa nella borsa, pensando che quando avessi rialzato lo sguardo lui fosse già uscito dalla stanza, invece me lo ritrovai a fianco. “ci conosciamo?” – con la testa feci cenno ad un No. “posso invitarla per un caffè?” girai a lui le spalle e senza dargli alcuna risposta mi allontanai. Poco dopo era nuovamente al mio fianco, parlava veloce, al mio fianco, accellerando il passo ogni volta che io cercavo di affrettarmi. Le sue parole, non ricevevano alcuna mia risposta, ma la cosa mi stava divertendo, ero certa che mi aveva riconosciuta, che sapeva chi fossi. Infatti approfittando di un semaforo, si mise davanti a me e guardandomi dritto negli occhi mi disse “credi proprio che sono cretino? So che sei la Lu, cosa credi …”

attraversammo la strada, mentre lui ancora parlava ed io sorridevo per la situazione che si era creata fra di noi.

Ad un tratto lo presi sotto braccio e lo portai dentro ad un piccolo barettino vicino alla piazzola. “Due caffè per favore, o questo signore penserà che non voglio conoscerlo per paura di dovergli pagare quanto promesso tempo fa!”

Lo abbracciai, baciandolo come si bacia un vecchio caro amico, seduti ad un tavolino, chiacchierammo una mezz’ora circa del più e del meno, il tempo però stringeva, poco più di un ora ed il treno che lo riportava nella sua città sarebbe partito, con calma ci incamminammo verso la stazione, increduli di quel che era appena accaduto, sorvolando su certi discorsi fatti virtualmente o telefonicamente tempo addietro.

Sai Lu, non sei come ti credevo, mi aspettavo tu fossi diversa, ti ho pensata in mille modi, ma mai tu fossi ciò che ora i miei occhi vedono. Deluso? Gli chiesi ridendo. Non avendo ricevuto risposta, mi fece pensare che la risposta fosse affermativa. Pazienza pensai, non ebbi però il tempo di rimanerci male, quando ad un tratto mi strattonò dentro un portone a pochi metri dalla stazione. Mi spinse contro al muro e come quando si era adolescenti mi baciò intensamente, togliendomi quasi il respiro, spiazzandomi, le sue mani, passarono velocemente sotto al maglione, oltrepassarono il reggiseno, la sua bocca era sui miei seni, le sue labbra succhiavano impazzirte i miei capezzoli eccitati e infreddoliti. Le mie mani cercarono la patta dei pantaloni velocemente la mia mano si ritrovò con il suo arnese durissimo tra le dita, il suo corpo strusciava contro il mio e la voglia era per entrambi al culmine, incoscienti non ci curavamo del fatto che qualcuno avesse potuto rientrare e scoprirci, o forse il pensiero che potesse accadere ci eccitava ancor di più. Il tempo volava, non c’era tempo per troppe effusioni, le sue mani slacciarono velocissime la mia cintura, ed io mi ritrovai con i pantaloni lievemente calati, girata di schiena contro lo scorrimano della scala, mentre lui avvicinava alla mia calda nicchia la sua cappella gonfia e scalpitante, senza alcuna esitazione, fatica entrò tutta dentro di me, con colpi decisi deliziò le pareti del mio sesso, lo spingeva come se volesse sfondarmi, entrare completamente in me, con una mano chiudeva la mia bocca per attenuare il mio godere, ansimare e mentre lo faceva bisbigliava parole di ogni tipo, smise solo mentre con gli ultimi intensi colpi liberava dentro di m eil suo nettare, la sua voglia, lo fece dicendomi che anche se non ero come pensava le ero piaciuta da subito, se non fossi stata la Lu, ti avrei fottuta ugualmente. Venni mentre mi diceva quelle parole, venne nel dirle. L’orologio non si era fermato, il treno a minuti sarebbe arrivato, veloci ci risistemammo gli abiti, di corsa raggiungemmo la stazione …

Il treno fermo al binario, sembrava aver aspettato il nostro orgasmo, lo vidi salire veloce, girai le spalle e me ne tornai a casa.

... è tarsi non ho voglia di correggerlo, lo farò domani ...


Maliziosamente scritto da portolaveletta alle ore 18:17
lunedì, 20 luglio 2009

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Mi è stata fatta una domanda in privato e sono andata a ricercare nei miei appunti qualcosa ... è un articolo preso in rete qualche tempo fa - mi dico rileggenolo, che l'argomento è interessante quindi merita di essere "ripubblicato".

E c c o v e l o:

Un gusto speciale cosi come da alcuni sottolineato, un mix di piacere estremo, punitivo o accattivante. Definire una delle pratiche in voga del momento non è semplice, ma cercheremo di introdurre, colpire e affondare, mettendo in luce alcuni step che permettono una sicura  e fiduciosa tecnica di avvicinamento per chi non l'ha mai praticato e magari qualche piccolo suggerimento ai veterani dell'arte.

Il fisting deriva dall'inglese fist “pugno” teoricamente è il letterale colpire con il pugno, praticamente un attività sessuale umana estrema che consiste nell'introduzione dell'intera mano all'interno della vagina o del retto. Viene utilizzato come prosecuzione all 'handballing(appallottolamento della mano), ma rendendola elementare è più propriamente l'inserzione della mano nella vagina o nell'ano. Vediamo la differenza tra i due termini l'handballing introduce lentamente la mano , un dito per volta e poi chiude la mano a pugno, una volta entrata del tutto.


Il Fisting non è solo anale, ma è anche vaginale e non si pratica solo alle donne ma è anche una attività in voga fra gli uomini nonché fra gli omosessuali. Molti credono sia una pratica BDSM ma non è proprio cosi, anche se molti praticanti sono bdsmers non è detto lo siano necessariamente. Trattando il Fisting anale l'immagine di un pugno immerso nel culo è senza dubbio un'immagine molto forte, che potrebbe far pensare ad un atto di dominazione assoluta e all'inflizione di dolore. Nonostante la sua immagine potente, il fisting è una pratica sessuale molto gentile e premurosa mai impositiva o punitiva.

È una pratica che richiede tempo e pazienza e molta fiducia anche perchè la non fiducia porta a non rilassamento e la mancanza di questo non permette un fisting sicuro. Il dolore in questa pratica deve essere ascoltato perché è il primo campanello d'allarme a un eventuale danno imminente. Resistere al dolore non è un atto di eccessivo masochismo/autolesionismo ma potrebbe essere un antecedente ad un muscolo anale strappato. La struttura anatomica dell'ano e del retto ovviamente progettata per accogliere e movimentare grandi masse di materiale organico, diciamo cosi è quasi allenata ad accogliere un oggetto grande come una mano.

I passaggi del Fisting Anale
Accorgimenti
Questa pratica richiede una certa predisposizione fisica ed in ogni caso una preparazione per poter estendere l'elasticità dei tessuti ad un punto tale da poter accogliere la mano. Sebbene la vagina e l'ano siano elastici in ogni soggetto, non tutti hanno le capacità fisiche necessarie per attuare questa pratica. Per l'attuazione di questa pratica è altresì necessaria un'attenta igiene, specialmente per quanto riguarda il fisting anale. È necessario avere le unghie accuratamente limate per non lacerare neanche minimamente la mucosa. È necessario non avere tagli, abrasioni o ferite che possono facilitare la trasmissione di sangue durante l'atto. Per prevenzione si usano solitamente guanti di lattice per uso chirurgico. Prima di iniziare la pratica sarebbe buona cosa data la stimolazione forte e continua orinare , perché l'attività di fisting potrebbe solleticare la vescica fino all'involontario rilascio (cosa che se accadesse non è dovrebbe comportare disagio, è fisiologicamente normale ).

La posizione ideale è quella in cui il sub è in posizione supina con le ginocchia divaricate e le gambe tenute leggermente in alto, come la classica posizione ginecologica. Alcune persone preferiscono la classica pecorina ma se siete neofiti sarebbe meglio evitarla. Anche in questo caso comunque fate in modo che il sub sia comodo, magari ponendogli dei cuscini sotto il ventre per non costringerlo a sforzare i muscoli e favorire il rilassamento.

Dilatazione
Per preparare bene l'ano a ricevere un fisting, si può iniziare dilatandolo progressivamente con le dita, cominciando con un solo dito, roteandolo delicatamente in modo da rilassare la muscolatura per poi una volta che l'ano si è assuefatto e lo sentite pronto ad accogliere qualcosa di più grosso, inserire un secondo dito e cosi via. Il sesso anale potrebbe essere un ottimo intermedio, almeno per acquistare fiducia nel partner , inserire poi oggetti di grandezza crescente lo step successivo. Quindi ribadiamo che l'esercizio lento e costante è il migliore alleato per una pratica sicura.

Penetrazione
La lubrificazione artificiale è indispensabile, perciò l'utilizzo di un lubrificante intimo è d'uopo tra quelli a base acquosa , oleosa e siliconica , questi ultimi diciamo cosi di ultima generazione sono i migliori in quanto offrono meno attrito, si seccano più lentamente e durano di più. Le sensazioni al momento della penetrazione potrebbero essere ambivalenti e comunque chi pratica il Fisting deve tenere sotto controllo le reazioni del partner perché se la soglia del dolore supera quella del piacere, allora quello è il momento di fermarsi. Il partner attivo deve inserire la mano nell'ano piegando le dita e seguendo la naturale curvatura del retto, il pollice deve essere tenuto a contatto col palmo (a formare un cuneo)e man mano che avanzano nel retto le dita vanno ripiegate sul pollice fino a formare il pugno.

Pratiche
Una volta che la mano è penetrata, ci sono varie tecniche per stimolare il retto. Tra le più comuni ci sono: la torsione, la vibrazione, lo stantuffo e il mantice. Andiamo a verificarle una per una cercando quindi di “praticarle” di più. La Torsione si esegue ruotando il pugno in un moto circolare cosi che l'ano strofini contro il polso ed il retto contro il pugno. La Vibrazione si muove il pugno rapidamente ma senza muoverlo fino a farlo vibrare dentro. Lo Stantuffo consiste nel movimento dentro-fuori, simile alla penetrazione (fist-fucking). Il Mantice consiste nell'aprire e chiudere la mano dentro al retto, aumentando la sensazione di tensione muscolare e di riempimento.

Rimozione
Il momento della rimozione è assai delicato dal punto di vista di eventuali danni che una non scrupolosa fuoriuscita della mano potrebbe comportare ( lacerazione delle mucose, lacerazione e stiramento del muscolo anale, perforazione dell'intestino, incontinenza), dal punto di vista tecnico bisognerebbe intervenire esattamente all'inverso. Col pollice e l'indice dell'altra mano cingete il polso della mano da estrarre e premete delicatamente l'ano con le dita libere durante l'estrazione, per assicurarvi che lo sfintere stia al suo posto ed evitare la fuoriuscita di eventuali emorroidi, ma Attenzione non è solo questo, Ragazzi!! E' un momento anche di gradito piacere portando sensazioni altrettanto intense quanto quelle dell'inserzione. Un ultima cosa, anche se il fisting viene eseguito in modo corretto, qualche lieve conseguenza è inevitabile da un meteorismo addominale incontrollato a una leggera dilatazione dello sfintere, ma questi “ disagi” hanno vita breve nel giro di qualche giorno rientrano.


Fisting vaginale
Oltre quanto detto per il fisting anale, il fisting vaginale, oltremodo praticato, è sotto alcuni aspetti più semplice vista la maggiore apertura della vagina, ma lo spazio dopo l'entrata e' più ristretto e le sensazioni sono molto differenti. Il metodo più usato per la pratica del fisting vaginale consiste nella stimolazione dell'orifizio opportunamente lubrificato, partendo dalla penetrazione di un dito, sino ad arrivare a quattro dita escluso il pollice. Il pollice è l'ultimo dito che si inserisce, piegandolo sotto le altre quattro dita e formando una forma a becco della mano. La lubrificazione naturale è generalmente insufficiente per una pratica così estrema, quindi d'uopo il lubrificante intimo.


Talune donne -affermano- sostenitrici della Yours Maternally- l'estrazione può sembrare similare a quella di un parto! Commento shoc ma che ha un suo senso, quale? Grazie all'esperienza positiva di alcune donne convinte che il piacere sia la soluzione migliore per non avere paura del parto e per trasformarlo in un evento unico, è nata Yours Maternally, un'associazione indipendente di ostetriche inglesi impegnate fortemente nella causa. Anche il Birth Center londinese caldeggia l'esperienza, come alcuni esperti americani. A breve anche in Italia il parto erotico ma per questo evento vi lasciamo ancora un po' in sospeso


Maliziosamente scritto da portolaveletta alle ore 13:37
venerdì, 10 luglio 2009

signora
 

Vi giro una email che pochi attimi addietro ho ricevuto, a voi la scelta di aiutarci a divulgarla:

Controllate le etichette degli assorbenti interni che volete

acquistare, la prossima volta, e controllate se riuscite ad individuare alcuni dei

segni familiari descritti in questa e-mail.

Non meraviglia che tante donne al mondo soffrano di cancro alla

cervice e di tumori all'utero. Sapete che i produttori di assorbenti interni

usano diossina e rayon nei loro prodotti? Sono sostanze cancerogene e

tossiche!

Perche' allora gli assorbenti interni non sono contro la legge?

Perche' gli assorbenti interni non sono un prodotto alimentare e,

dunque,non sono considerati pericolosi o illegali.

ECCO LO SCANDALO:

Gli assorbenti interni contengono due cose che sono potenzialmente

pericolose: Rayon (per assorbire) e diossina (un prodotto chimico

usato per biancare i prodotti).

A volte contengono anche piccole percentuali di amianto, per indurre

nell' organismo femminile una emorragia piu' intensa (piu' sanguinamento

piu' assorbenti consumati). L'industria degli assorbenti interni e'

convinta che noi, essendo donne, abbiamo bisogno di prodotti candeggiati,

sbiancati per pensare che il prodotto sia puro e pulito. Il problema e' che la

diossina, che viene prodotta in tale processo sbiancante, puo' apportare gravi

danni all'organismo! La diossina e' stata associata al cancro da studi

clinici, ed è tossica per il sistema immunitario e riproduttivo.

E' anche stata associata con endometriosi e basso numero di

spermatozoi per gli uomini.

Lo scorso settembre, l'Agenzia di Protezione Ambientale EPA ha reso

noto che non esiste un livello 'accettabile' di esposizione alla diossina,

visto che é cumulativa e lenta a disintegrarsi.

Il pericolo reale viene dal contatto ripetuto.

Io direi che usare circa 3-4 assorbenti interni al giorno, per cinque

giorni al mese, per [***] diossina perchè e' una sostanza altamente

assorbente.

Perciò, quando fibre degli assorbenti interni restano nel collo

dell'utero (come di solito accade), cio crea un 'serbatoio' di diossina nel

corpo. Tra l'altro, resta all'interno molto piu a lungo di quanto rimarrebbe

con assorbenti interni fatti solo di cotone, perche' il rayon e' piu'

leggero e tende ad attaccarsi.

Questo e' anche il motivo per il quale la TSS (Sindrome da Shock

Tossico) può colpire donne che usano assorbenti interni (come potete leggere

dal foglio informativo di TUTTI gli assorbenti interni in commercio).

QUALI SONO LE ALTERNATIVE?

Usare assorbenti esterni, o prodotti non sbiancati e fatti

completamente di cotone. Anche altri prodotti d'igiene femminile (assorbenti

esterni/fazzoletti) contengono diossina, ma non sono tanto pericolosi

quanto gli assorbenti interni.

Sfortunatamente, prodotti non sbiancati e in cotone si trovano quasi

solo in negozi di 'prodotti biologici' (quindi sono piu' cari).

Nel 1989, degli attivisti inglesi organizzarono una campagna contro

lo sbiancamento attuato con cloro. Sei settimane e 50000 lettere dopo,

produttori di diversi prodotti sanitari passarono all'ossigeno (uno

dei metodi Verdi disponibili). (MS magazine, May/June 1995)

COSA FARE ORA: Ditelo alla gente. A tutti. Informateli. Questa

industria ci sta danneggiando, facciamo qualcosa per impedirlo!

Se avete tempo, scrivete una lettera alle societa' Tampax - Playtex -

O B-Kotex.

Sulle scatole c'e' sempre un recapito.

Fate loro sapere che esigiamo un prodotto sicuro:assorbenti interni

COMPLETAMENTE DI COTONE NON SBIANCATO.

Grazie.

Dr.ssa Carla Zoboli

Direzione Prestazioni e Marketing Azienda Ospedaliera - Policlinico

di Modena

 

 

M. Cristina Paolotti

Capo Settore Dottorato di Ricerca - tel. 06/4991(2) 4867 fax 06/4991

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